Conta le parole

Luce. Vapore. Un respiro. “Sono solo vestiti”. Il ferro da stiro sibila. Finito un capo si passa inesorabilmente al prossimo. Lucilla mantiene la calma, procede con perizia, mentre l’orologio la insegue senza fatica. Da ore le sue mani screpolate scompongono pezzo per pezzo la montagna di vestiti, ma quell’umida massa non sembra rimpicciolire mai. E […]

Continua a leggere

L’eredità di Giuseppe Turrini, Bibliotecario della Capitolare di Verona

Se si pensa a Verona, e in particolare a una storia d’amore ivi ambientata, la mente corre subito (e forse non a torto) alla triste vicenda di Romeo e Giulietta. Tuttavia, di questa si sono già occupati molti autori, molto più degni di me e già prima di Shakespeare. Voglio raccontare invece un’altra vicenda. Si […]

Continua a leggere

Non esagerare: non puoi stare male in sessione

Non esagerare è il titolo che ho deciso di dare alla rubrica in cui l’unica regola è parlare di salute mentale, con l’obiettivo di screditare i luoghi comuni e di educare. Se vuoi scrivere un articolo in questa rubrica, o lasciare una tua testimonianza in forma anonima, contattaci. Voglio cercare di far capire che la […]

Continua a leggere

Non esagerare: è solo un po’ d’ansia, smettila

ENGLISH VERSION BELOW Ciao lettori e ciao lettrici, qui Elisa Re! Ormai da tempo scrivo per il Nadir ed è da un po’ che cerco di capire in che modo trattare il tema della salute mentale, che ho estremamente a cuore. Durante un viaggio mazziano in quel di Budapest mi è venuta in mente l’idea […]

Continua a leggere

Per l’alto mare aperto (7)

Episodio 7: Destino? ENGLISH VERSION BELOW Ormai la primavera era sbocciata e le nuvole, di un bianco candido, non oscuravano più, minacciose, il calore del sole, ma, sparute, si raggruppavano ai confini dell’orizzonte, correndo spensierate per l’azzurro immenso del cielo. Anche le prime rondini garrivano liete al tepore d’aprile, duettando nell’aria tra giravolte e picchiate, […]

Continua a leggere

Il vaso di Pandoro

Inizio col chiedere umilmente scusa al lettore per questo titolo, ma lo ammetto: non ho resistito. Per quanto sia un gioco di parole da serata cabaret tardo–anziano al Bagaglino, lo trovo particolarmente calzante come metafora, con la quale vorrei trattare una materia del tutto inedita e per niente abusata dai media: la vicenda Ferragni. Ripresa spesso con titoli fuorvianti, a caccia di interazioni social, con una metodologia più propria di paginette sforna post dai titoli clickbait a caccia di depensanti, loro linfa vitale, che di sedicenti giornali autorevoli.

Continua a leggere