MIRANDA AVVERTE: “Arcane” è una serie tv che prende a piene mani i suoi personaggi, la loro caratterizzazione e i loro poteri dall’universo narrativo di Riot Games, autori di League of Legends, uno dei videogiochi più influenti della storia del medium. Anche il mondo, la sua struttura sociale e il funzionamento della magia sono stati sviluppati a partire dalla lore del suddetto gioco. In questa recensione, non verrà valutata la fedeltà al prodotto d’origine, né la narrazione sarà inquadrata in quell’universo narrativo da cui è per buona parte indipendente. “Arcane”, in fin dei conti, è una serie che può (e deve) reggersi da sola.
La prigionia, che punizione curiosa. Confiniamo il nostro corpo fisico nonostante la mente resti libera.
Heimerdinger
“ARCANE”, LEGGENDA MODERNA: Non servono molti giri di parole. La storia di “Arcane” è pressoché perfetta. Non ci sono climax deludenti, colpi di scena prevedibili e personaggi trascurati (nemmeno tra i secondari o terziari). Se ogni serie tv fosse scritta dagli sceneggiatori di “Arcane”, le recensioni perderebbero di senso. Basterebbe premettere, come in questo articolo, che la qualità dell’intreccio è altissima e chiudere l’articolo. Non perderemo tempo a dimostrare l’effettiva bellezza del racconto, ma ne esporremo le potenzialità.
Infatti, se criticare è impossibile, analizzare è doveroso e, soprattutto, molto divertente. “Arcane”, con il suo mix di fantasy e fantascientifico, si propone di essere una leggenda moderna e ci riesce alla grande. Raccoglie in sé il meglio della letteratura inglese, specie quella fantastica, e la rielabora armoniosamente. Come non vedere nel grande villain, Silco, il satana del “Paradise Lost” di Milton, così fiero del suo inferno? In Viktor e Singed è impossibile negare una raffinatissima riscrittura di “Frankenstein” . Ma non c’è solo questo. Attraverso la letteratura inglese, infatti, “Arcane” giunge a riproporre i miti e le leggende classiche, assieme a quelle bibliche. Caino e Abele (Violet e Jinx), Icaro e Prometeo (Jayce), sono solo alcuni dei personaggi palesemente ripresi e modernizzati. D’altronde, il concetto di hybris, tracotanza e ambizione, è alla base della maggioranza dei conflitti e contrasti attraverso cui la serie si sviluppa.
La classicità, però, non è mai pesante, mai citazionistica, sfoggio di conoscenza fine a se stesso. Di fatto, quella di “Arcane” è una storia strutturalmente “leggendaria”. Viene narrata in tre capitoli, che coprono diversi anni di vita dei personaggi. Così, il tempo della storia abbastanza lungo e la tripartizione diegetica conferiscono al racconto un tono più elevato di quanto non ci si aspetterebbe. La ciclicità degli eventi, talvolta solo preconizzata e altre volte esplicita, alza ulteriormente il registro: per esempio, la serie sottolinea che, così come un tempo i fratelli si scontrarono tra loro, così fanno anche oggi. La crescita delle protagoniste è un continuo tentativo di spezzare questa maledizione.
Tuttavia, “Arcane” è chiaramente molto moderna per essere una “leggenda”. C’è un’idea di progresso, di tecnologia, di società, tutt’altro che antica, e riesce ad essere comunque sintonizzata efficacemente con quanto detto sopra. Dopotutto, la contemporaneità dell’opera è lapalissiana se si prende in esame il mondo raccontato, estremamente concreto, legato a fenomeni sociali ed economici credibili, ricalcati su quelli che si vivono quotidianamente. Addirittura, in “Arcane” è la Storia con la s maiuscola a venir raccontata, con interessanti (ed inquietanti) nessi allegorici con la nostra realtà. Non aspettatevi di trovare, tra un capitolo e l’altro, un universo statico ed immutabile. C’è una base marxista nell’interpretazione del rapporto ricchi-poveri, palesato dal dualismo tra la città di Zaun e quella di Piltover, ma non è mai totalizzante. Lo scontro di classe è tutt’altro che semplificato, e lo spettatore non è esposto a mera propaganda, né da un lato né dall’altro. Insomma, la serie tv mette in scena drammi atavici (Violet e Jinx, fratello contro fratello, sorella contro sorella) e problematiche fin troppo attuali (armi di distruzione di massa, disparità economica e crisi energetico-ambientale). Quante serie possono dire di fare lo stesso?
“ARCANE”, IMMERSIVITÀ TOTALE: Il comparto tecnico ed artistico di “Arcane” toglie il fiato. I colori vengono utilizzati sapientemente, in un mondo che, tutto sommato, tende ad essere polarizzato sulla luce e sull’oscurità. L’animazione miscela disegno a mano e CGI per realizzare scene d’azione entusiasmanti, ma anche per sottolineare con arguzia alcuni dettagli di lore o di trama che, diversamente, si sarebbero persi in uno schermo enormemente particolareggiato e dinamico. Un ulteriore plauso va fatto per la gestione della luce, che aggiunge epicità, poesia, terrore, quando più è necessario. Sulla qualità della soundtrack non si può discutere: i fatti parlano da sé. “Enemy“, canzone degli Imagine Dragons e J.I.D, è mutliplatino, ed è stata scritta per la serie tv, per rendere ancor più indimenticabili i momenti che “Arcane” sa regalare con parsimonia. Se volete pregustare la qualità tecnico-artistica di “Arcane”, potete guardare il video musicale della suddetta canzone. In un batter d’occhio, si è subito a Piltover e Zaun.
“ARCANE”, AZIONE DIROMPENTE: In una serie tv d’animazione che ambisce ad un pubblico maturo la violenza è un elemento chiave. Com’è resa? Ha delle conseguenze? È puro (e macabro) spettacolo? Sono domande lecite. Ebbene, in “Arcane” i corpi sembrano composti di carne ed ossa, grazie al comparto visivo stratosferico. I colpi che vengono incassati sono pesanti, dolorosi. Sono rari i momenti in cui un pugno è uno scherzo carnevalesco. Tutto ciò, comunque, non inficia minimamente la qualità coreografica degli scontri.
La violenza non è glorificata o banalizzata. Una strage è una strage. Le esplosioni sconvolgono lo spettatore, anche per i risvolti di trama davvero shoccanti. Forse è proprio questa consapevolezza che rende ancor più elettrizzanti i combattimenti di “Arcane”. Se un personaggio deve morire, muore. Se rischia la propria vita, la può perdere per davvero. Al netto di un paio di situazioni in cui questo ragionamento non viene seguito, preferendo proteggere dei personaggi dalla storyline troppo interessante piuttosto che sacrificarli sull’altare di un cinismo pseudo-realistico, l’intera serie crea nello spettatore una reale sensazione di pericolo durante gli scontri. È semplicemente incredibile.
“ARCANE”, PERSONAGGI DELICATI: Della scrittura si sono già tessute le lodi in precedenza. È il punto di forza di “Arcane” e cercare di trovarne i difetti è abbastanza ridicolo, per quanto legittimo. Se proprio è possibile rilevare delle problematicità (che non sono affatto degli errori) queste si riscontrano soprattutto nella fase di impostazione. Il primo episodio, in particolare, ha un incipit molto semplice, che lascia il sapore di “già visto”. Nelle primissime fasi, le personalità presentate sembrano rispondere pedissequamente a delle funzioni narrative più che ad una propria psicologia. Forse è il minimo rimasuglio di una presentazione dei personaggi in stile videoludico, ma più probabilmente è un problema legato alla complessità del mondo raccontato e ad una narrazione che si prospetta vicina anche al “romanzo di formazione”. Infatti, i personaggi, inizialmente delicati e deboli, vengono costruiti episodio dopo episodio, diventando sempre meno delle funzioni (il ladro, il povero, il poliziotto, eccetera) e sempre più delle “persone”. Allo stesso tempo, la loro impostazione parzialmente stereotipata è dovuta anche all’afflato leggendario e mitico con cui la serie si propone di raccontarsi.
Insomma, al netto di un inizio discretamente lento e di stampo classico, la narrazione è intoccabile.

CONCLUSIONI: “Arcane” è l’apice dell’animazione internazionale occidentale per quanto concerne le serie tv. Volete dell’intrattenimento? Ce n’è a palate. Volete essere stimolati e sconvolti? Avrete pane per i vostri denti. Cercate il meglio? Eccolo.
IDENTIKIT:
- PIATTAFORMA: NETFLIX
- EPISODI: 9
- DURATA MEDIA EPISODI: 42 min
- STAGIONI: 1
- GENERE: Fantasy, fantascienza, avventura
- NAZIONALITÀ: Francia, Stati Uniti
QUALITÀ: 98%