COS’È MIRANDA? – A tutti noi serve un momento per prendere fiato, tra lo studio e il lavoro. Ci sono tanti modi per farlo: possiamo leggere un buon libro, giocare ad un videogioco, uscire per una camminata e, senza dubbio, molto altro ancora. Ovviamente, ci siamo anche noi, amanti delle serie tv, a cui spesso capita di avere a che fare con il chiodo fisso del “che cosa mi guardo adesso?”. Lo schermo del pc o della tv è acceso, ma non sappiamo cosa cercare, cosa selezionare. Vista l’infinità di prodotti che ci propongono le piattaforme streaming, scegliendo a caso si rischia di incappare in una tediosa perdita di tempo. Di tempo però ce n’è poco. Perciò, Miranda ha il solo compito di segnalarvi e proporvi alcune delle migliori serie in circolazione. Il suo obiettivo? Supportare chi vuole godersi il proprio tempo libero in santa pace. Ogni settimana sarà su Nadir per voi.

“BORIS“, PERFETTA PER STACCARE – La prima serie che ci sentiamo di consigliarvi è 100% italiana. È straordinaria: messa in onda dal 2007 al 2010, è più moderna delle sitcom nostrane prodotte recentemente. Di stampo comico-satirico, è dotata di una freschezza e originalità unici. Raccontando la nascita della seconda stagione della fiction trash “Gli occhi del cuore”, “Boris” poteva limitarsi a riutilizzare facili battute, poteva anche solo canzonare innumerevoli stereotipi, ma ha scelto la via più tortuosa. Così come recita la sigla (di “Elio e le Storie Tese”), la serie vuole mostrare al pubblico i segreti che si celano dietro ad un prodotto televisivo fatto “a c@$$o di cane”. Segreti che spiegano una pessima regia, una fotografia anonima, un cast inespressivo, una sceneggiatura indecente. Visto il tema leggero, la brevità degli episodi e la forte ironia di fondo, “Boris” è perfetta per staccare dopo una giornata impegnativa.
“BORIS“, PERSONAGGI A TUTTO TONDO – Ma chi è “Boris”? Minuto 2:01 del primo episodio ed abbiamo già la risposta. Boris è il pesce rosso di René Ferretti, uno dei personaggi principali, regista de “Gli occhi del cuore”. Ebbene, Boris vive in una boccia e, episodio dopo episodio, viene percepito sempre più come la perfetta rappresentazione dello stallo sociale vissuto dai singoli personaggi e, più in generale, dal mondo della televisione italiana. Sebbene i personaggi siano tutti caratterizzati a dovere, quello che colpisce di più è proprio René Ferretti, che, nella stagione finale, diventa quasi il protagonista assoluto. Ed è proprio la sua storyline quella che si può definire la più completa. A dire il vero, l’intera trama di “Boris” è capace di far ridere, di far riflettere e di commuovere. Tuttavia, è René Ferretti colui che è maggiormente costretto ad essere un pesce rosso, a vivere in una piccola boccia di vetro, anche se ambisce al mare. Impossibile non notare la base fortemente tragica del suo personaggio. Eppure, nel corso della narrazione, saprà regalarvi attimi di puro divertimento.
Anche diversi personaggi secondari (per esempio, il capo elettricista Augusto Biascica) sembrano inizialmente delle semplici macchiette comiche, utili soltanto per esprimere un basilare concetto socio-politico in un contesto satirico. Invece, proprio Biascica subisce un’evoluzione e un analisi psicologica inaspettate. Insomma, la domanda che dobbiamo farci è: riusciranno i personaggi a superare la situazione di stasi che li incatena all’infelicità? Romperanno la propria boccia per sfociare nel mare?
“BORIS“, UN COMPARTO TECNICO DI QUALITÀ – Caratteristica preponderante de “Gli occhi del cuore” è la bruttezza della regia, della fotografia, del montaggio e della colonna sonora. Anche a causa di una sceneggiatura priva di senso, la regia e la fotografia non hanno nulla a che vedere con l’arte. Il loro solo scopo è quello di “portare a casa la pagnotta”, di cumulare il più in fretta possibile i preziosi minuti di registrazione. Il montaggio è spesso un salvagente d’emergenza che permette a Ferretti di ottenere una scena (magari orribile) anche quando il fato sembra opporvisi. La colonna sonora, poi, è composta di un unico brano, che ha la grandiosa capacità di rendere stucchevole qualsiasi scena.
Per fortuna, i comparti tecnici di “Boris” e de “Gli occhi del cuore” sono agli antipodi. Movimenti di macchina (soprattutto nelle ultime due stagioni), montaggio e fotografia sono capaci di sottolineare dettagli della narrazione che, altrimenti, rischierebbero di passare inosservati. Infatti, non sono dettagli trascurabili quelli che ci vengono mostrati. La loro presenza o assenza muterebbe buona parte del senso della storia, renderebbe più ostica la comprensione delle scelte dei personaggi, dei loro stati emotivi e perfino dei finali delle loro storyline. Insomma, la leggerezza di fondo che rende “Boris” perfetta per staccare non esclude una profondità concettuale e narrativa che la maggior parte delle sitcom italiane (e non) può solo invidiare.
“BORIS“, UNA RECITAZIONE CLASSICA – Unica nota negativa è la recitazione. Attenzione: gran parte dei personaggi principali è interpretata da attori in grado di regalare performance coinvolgenti. Tuttavia, è innegabile che alcune puntate risultino fredde. Sono poche e lo spettatore percepisce comunque il carico emotivo che certe scene dovrebbero mettere su schermo, ma ci si ritrova a pensare che, con un pizzico di impegno in più da parte degli attori, la serie sarebbe potuta diventare un prodotto di caratura internazionale.
Perché un’altra televisione, diversa, è impossibile!
René Ferretti
CONCLUSIONI – “Boris” è una serie che ha ormai più di 10 anni. Se fosse come le altre, oggi sarebbe “morta”. La sua comicità dovrebbe essere scaduta nel banale, per non dire nello stantio, nel triviale o nell’incomprensibile. Per fortuna, “Boris” è dotata di quella sostanza artistica che rende un’opera eterna, un vero e proprio classico. Gran parte delle produzioni contemporanee avrebbero molto da imparare da una sitcom che è riuscita a portare ai massimi livelli il proprio genere. E lo ha fatto anticipando di un decennio temi, problematiche, stili e target che oggigiorno sono cruciali. Insomma, è una serie che ha dimostrato che “fare una televisione diversa” è possibile. Capolavoro imperdibile.
IDENTIKIT DELLA SERIE TV:
- PIATTAFORMA: NETFLIX
- EPISODI: 42
- DURATA MEDIA EPISODIO: 25 minuti
- STAGIONI: 3
- GENERE: Commedia, satira
- NAZIONALITÀ: ITALIANA
QUALITÀ: 89%